L’ultimo videomessaggio di Berlusconi è stato accostato, anche per sua scelta, al primo famoso, con cui nel 1994 si presentò agli italiani come nuovo protagonista politico. Gli analisti si impegnano a rimarcare la differenza, il declino, la chiusura molto letteraria del cerchio, e contemporaneamente esaltano quel video come rivoluzione della politica e della comunicazione, come “magia” mediatica. Anche gli avversari riconoscono adesso la ventata di freschezza che irrruppe nella palude del politichese. Mi dispiace, l’ho rivisto e ho avuto la stessa impressione di 17 anni fa: un messaggio pessimo, dilettantesco, anni luce lontano dai canoni della comunicazione efficace, e per quanto riguarda la novità, c’è tanta mitologia costruita dai suoi agiografi, gli ultimi rampanti socialisti della Prima Repubblica erano di gran lunga più mediatici e comunicativi di lui solo che furono spazzati via dagli eventi. In tutti questi anni l’ho sempre visto stentato, farragginoso e banale in tutti i confronti televisivi. L’unico merito che si può dare al Berlusconi del 1994 è una cinica lucidità che gli permise di comprendere ciò che era evidente ma che nessuno osava dire: primo che l’Italia è un paese a larghissima maggioranza di destra o di centrodestra, secondo che la sinistra si dibatte sempre tra alcune esperienze di buona amministrazione locale ed un idealismo settario che non riesce mai a concretizzare uno schieramento coeso. Non ci fu quindi nessun “miracolo”, se Berlusconi non si fosse presentato alle elezioni, sono più che convinto, anche se i sondaggi dicevano il contrario, che gli Italiani avrebbero votato in massa per il Patto Segni che avrebbe governato senza i conflitti e le lacerazioni che hanno avvelenato il paese in questo quasi ventennio, persino la Sinistra ne avrebbe giovato, diventando più riformista e meno giustizialista e Stato-feticista di quanto non sia, purtroppo, adesso. È vero, come si dice, che Berlusconi esce di scena senza essere stato sconfitto dallo schieramento avverso, ma è anche vero che questo sarebbe stato lo stesso destino di qualunque leader di centrodestra in questo paese, quindi non un suo merito. Rimane fortissima l’amarezza per 17 anni che l’Italia ha completamente buttato via mentre tutto il mondo si modernizzava.lunedì, novembre 14
Nessuna parabola, solo discesa.
L’ultimo videomessaggio di Berlusconi è stato accostato, anche per sua scelta, al primo famoso, con cui nel 1994 si presentò agli italiani come nuovo protagonista politico. Gli analisti si impegnano a rimarcare la differenza, il declino, la chiusura molto letteraria del cerchio, e contemporaneamente esaltano quel video come rivoluzione della politica e della comunicazione, come “magia” mediatica. Anche gli avversari riconoscono adesso la ventata di freschezza che irrruppe nella palude del politichese. Mi dispiace, l’ho rivisto e ho avuto la stessa impressione di 17 anni fa: un messaggio pessimo, dilettantesco, anni luce lontano dai canoni della comunicazione efficace, e per quanto riguarda la novità, c’è tanta mitologia costruita dai suoi agiografi, gli ultimi rampanti socialisti della Prima Repubblica erano di gran lunga più mediatici e comunicativi di lui solo che furono spazzati via dagli eventi. In tutti questi anni l’ho sempre visto stentato, farragginoso e banale in tutti i confronti televisivi. L’unico merito che si può dare al Berlusconi del 1994 è una cinica lucidità che gli permise di comprendere ciò che era evidente ma che nessuno osava dire: primo che l’Italia è un paese a larghissima maggioranza di destra o di centrodestra, secondo che la sinistra si dibatte sempre tra alcune esperienze di buona amministrazione locale ed un idealismo settario che non riesce mai a concretizzare uno schieramento coeso. Non ci fu quindi nessun “miracolo”, se Berlusconi non si fosse presentato alle elezioni, sono più che convinto, anche se i sondaggi dicevano il contrario, che gli Italiani avrebbero votato in massa per il Patto Segni che avrebbe governato senza i conflitti e le lacerazioni che hanno avvelenato il paese in questo quasi ventennio, persino la Sinistra ne avrebbe giovato, diventando più riformista e meno giustizialista e Stato-feticista di quanto non sia, purtroppo, adesso. È vero, come si dice, che Berlusconi esce di scena senza essere stato sconfitto dallo schieramento avverso, ma è anche vero che questo sarebbe stato lo stesso destino di qualunque leader di centrodestra in questo paese, quindi non un suo merito. Rimane fortissima l’amarezza per 17 anni che l’Italia ha completamente buttato via mentre tutto il mondo si modernizzava.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento