Mi serve un piccolo cellulare per sostituire quello personale che non riesce più a reggere una conversazione intera e che ormai ha l’aspetto di una nave tirata in secco per limiti d’età e lasciata arrugginire al sole. Vado, per abitudine, ad un Nokia store per dare un’occhiata, vedo dei telefoni bellissimi, ma vengo istantaneamente preso da uno strano sgomento e da un senso di colpa e di inadeguatezza impensabili per una materia banale come questa, ma così è. Nokia è il vecchio, è l’azienda matusalemme che non si è saputa adattare alle meraviglie degli i-Phone o alle potenzialità da smanettoni degli android. Una parola incubo solo a pronunciarla mentalmente: Symbian, risuona nella mia mente con lo stesso rintocco cupo e bronzeo delle campane funerarie. Può uno sottoporsi volontariamente al girone infernale delle pagine web troppo “poco fluide” o al fatto di non disporre di 100 nuove “Apps” al giorno?” Non può, sarebbe come argomentare ancora a favore della piattezza della Terra e del geocentrismo in pieno Secolo dei Lumi. Eppure c’è un dato di fatto: i telefoni della Nokia sono ottimi e nelle recensioni tecniche sono spesso ai vertici sulle singole caratteristiche eccetto per il fatto di essere poco adeguati al nuovo sistema. Ovviamente questa sensazione ha un’immediata traduzione numerica, i Finlandesi hanno perso 7 punti di quota di mercato in poco più di un anno e se non invertono la tendenza rischiano di essere spazzati via dopo essere stati ai vertici. La Nokia quest’anno ha licenziato 4.000 dipendenti in tutto il mondo, lavoratori qualificatissimi che da anni sono concentrati a sviluppare ottimi prodotti e la cui unica colpa è quella di non avere ai vertici dell’azienda un capo carismatico, visionario e dittatoriale capace di intercettare ed imporre il vento delle tendenze. Si dirà questa è la dura legge del mercato, e formalmente è vero ma dietro ogni legge c’è un’etica, e quest’etica è una follia. Non voglio brunettizzarmi tirando fuori la solita statistica sull' i-Phone come telefono più acquistato tra disoccupati e “Neets” di tutto il mondo, ma questo dato è paradigmatico, più si precarizza il consumo e più si precarizza il lavoro, diventa davvero difficile chiedere una vita fatta di effimere Apps e dei contratti di tutela ed un Welfare scritto in Symbian, forse bisogna fermarsi a riflettere e forse devo solo sostituire la batteria del mio telefono.mercoledì, luglio 13
Riflessioni davanti ad un Nokia store
Mi serve un piccolo cellulare per sostituire quello personale che non riesce più a reggere una conversazione intera e che ormai ha l’aspetto di una nave tirata in secco per limiti d’età e lasciata arrugginire al sole. Vado, per abitudine, ad un Nokia store per dare un’occhiata, vedo dei telefoni bellissimi, ma vengo istantaneamente preso da uno strano sgomento e da un senso di colpa e di inadeguatezza impensabili per una materia banale come questa, ma così è. Nokia è il vecchio, è l’azienda matusalemme che non si è saputa adattare alle meraviglie degli i-Phone o alle potenzialità da smanettoni degli android. Una parola incubo solo a pronunciarla mentalmente: Symbian, risuona nella mia mente con lo stesso rintocco cupo e bronzeo delle campane funerarie. Può uno sottoporsi volontariamente al girone infernale delle pagine web troppo “poco fluide” o al fatto di non disporre di 100 nuove “Apps” al giorno?” Non può, sarebbe come argomentare ancora a favore della piattezza della Terra e del geocentrismo in pieno Secolo dei Lumi. Eppure c’è un dato di fatto: i telefoni della Nokia sono ottimi e nelle recensioni tecniche sono spesso ai vertici sulle singole caratteristiche eccetto per il fatto di essere poco adeguati al nuovo sistema. Ovviamente questa sensazione ha un’immediata traduzione numerica, i Finlandesi hanno perso 7 punti di quota di mercato in poco più di un anno e se non invertono la tendenza rischiano di essere spazzati via dopo essere stati ai vertici. La Nokia quest’anno ha licenziato 4.000 dipendenti in tutto il mondo, lavoratori qualificatissimi che da anni sono concentrati a sviluppare ottimi prodotti e la cui unica colpa è quella di non avere ai vertici dell’azienda un capo carismatico, visionario e dittatoriale capace di intercettare ed imporre il vento delle tendenze. Si dirà questa è la dura legge del mercato, e formalmente è vero ma dietro ogni legge c’è un’etica, e quest’etica è una follia. Non voglio brunettizzarmi tirando fuori la solita statistica sull' i-Phone come telefono più acquistato tra disoccupati e “Neets” di tutto il mondo, ma questo dato è paradigmatico, più si precarizza il consumo e più si precarizza il lavoro, diventa davvero difficile chiedere una vita fatta di effimere Apps e dei contratti di tutela ed un Welfare scritto in Symbian, forse bisogna fermarsi a riflettere e forse devo solo sostituire la batteria del mio telefono.
Etichette:
azienda,
cellulari,
consumatori,
consumismo,
costume,
economia,
marketing,
tecnologia
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commenti:
Nokia è stata sorpassata, vero, ma se un povero cristo vuole un buon telefono, che telefoni e al massimo mandi qualche sms, un bel nokia old style da 39 euro va benissimo.
Se vuoi qualcosina in più ti consiglio iPhone 4.
Posta un commento